feb15

Dal Senato arriva lo stop al condono edilizio in Campania

Due commissioni bocciano le proposte di modifica del Pdl nellambito del Milleproroghe. Il no anche dall asse Pd-Lega
Ruspe in azione, il condono non passa in Campania. Bocciato in Senato l’emendamento proposto dal Pdl nell’ambito dell’esame del decreto Milleproroghe. Una votazione sul filo di lana per una vecchia questione che risale a nove anni fa, conclusa con una votazione in parità (21 favorevoli e 21 contrari). Parità che, a termini di regolamento, equivale a non approvazione. A favore si sono espressi il Pdl, Fli e il Gruppo di coesione nazionale. Tra loro anche l’ex tesoriere della Margherita Luigi Lusi, protagonista del caso di appropriazione indebita dei fondi. Contrari Italia dei Valori e, in un insolito asse, Pd e Lega.

Le commissioni Affari costituzionali e Bilancio del Senato hanno valutato l’emendamento a firma dei senatori Nitto Palma, Carlo Sarro e Gennaro Coronella, per la riapertura dei termini del condono edilizio 2003 in Campania. “Il Pdl campano continuerà comunque nella sua battaglia – fa sapere il coordinamento regionale Pdl – per garantire la parità di trattamento tra i cittadini della Repubblica, a partire da quelli campani”.

Dunque le ruspe non si fermano. La vicenda va avanti dal 2003, quando il condono arriva per tutte le regioni italiane ma non viene applicato dalla Regione dell’allora presidente Antonio Bassolino. Il governo impugna la decisione, la Corte costituzionale dà ragione al governo ma nel frattempo i termini per ottenere il condono sono ampiamente scaduti. Ora, all’ennesimo no della riapertura dei termini di quella vicenda, Legambiente esulta: “Il lupo perde il pelo ma non il vizio, speriamo sia l’ultimo tentativo – dichiara Michele Buonomo, presidente Legambiente Campania – condoni e altro cemento sarebbero l’ennesima sciagura per la nostra regione”.

Di tutt’altro parere Nitto Palma, commissario regionale Pdl, tra i 3 firmatari dell’emendamento: “Ritengo la questione assolutamente giusta – afferma – chiunque parla di cemento selvaggio è in malafede. L’emendamento vincola il rilascio del condono al parere favorevole delle sovrintendenze ed è stato confermato da ben due sentenze della Corte costituzionale che hanno ripetutamente affermato la piena applicazione della sanatoria anche al territorio della nostra Regione”. [...]

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feb14

Condono edilizio: Legambiente, senatori campani tornano all’attacco

‘Ci risiamo. Per sanare gli abusi edilizi a Ischia e in altre zone della regione torna all’attacco l’indomita pattuglia di senatori campani, con un emendamento al decreto Milleproroghe che propone di riaprire i termini della sanatoria del 2003. Emendamento dichiarato ammissibile, oggi, in Commissione Affari Costituzionali e in Commissione Bilancio del Senato”. E’ quanto denuncia Legambiente.”Sono ormai due anni che i senatori Sarro e Coronella, insieme ad altri colleghi, tentano di salvare dalle ruspe le case abusive costruite nelle aree sottoposte a vincolo paesaggistico, e quindi assolutamente insanabili – commenta il presidente di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza -.Riteniamo grave che sia stato ammesso alla discussione un emendamento del genere, gia’ piu’ volte proposto e respinto al mittente. Ci auguriamo che si tratti di semplice distrazione e che questo ennesimo tentativo di regalare un salvacondotto agli abusivi venga cassato come i precedenti”.

”Il movente dei senatori campani – chiarisce l’associazione – e’ sempre lo stesso: intervenire sulla legge nazionale, prorogando i termini del condono del 2003 per aggirare la legge regionale campana del 2004 che rende insanabili gli immobili abusivi in aree vincolate. Con questo emendamento, inoltre, verrebbero sospesi gli effetti di tutti i procedimenti, sia amministrativi che penali, gia’ avviati e anche definiti da sentenze passate in giudicato. Sarebbe quindi retroattivo”.

viaCondono edilizio: Legambiente, senatori campani tornano all’attacco.

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feb14

Condono edilizio proroga di un anno il Comune incasserà undici milioni 

 

 

Condono edilizio, arriva lottava proroga in cinque anni per la sanatoria degli immobili abusivi costruiti nella città di Napoli: dopo i sette provvedimenti ordinati dalle precedenti amministrazioni a partire dal 2007, anche la giunta di Luigi de Magistris dispone una dilazione dei tempi per la presentazione delle documentazioni di condono. Di cosa si tratta? È presto detto: il Comune di Napoli ha circa 85mila richieste di condono accatastate nel corso degli anni, consentite da varie leggi dello Stato: la prima risale al lontano 1985, ovvero 27 anni fa. Poi cè il condono del 1994 18 anni fa; quello del 2003 9 anni e infine la sanatoria datata 2004. Da quando sono state modificate le procedure ed è possibile presentare anche delle autocertificazioni è la cosiddetta «procedura semplificata» di richieste allEnte ne sono giunte oltre 53mila e sono stati emessi 30mila permessi di costruzione in sanatoria. E per il Comune tutto ciò ha rappresentato una vera e propria manna economica: grazie ai diritti di segreteria e alle imposte per costruzione sono stati incassati ben 92 milioni di euro, 10 dei quali nel solo 2011 se ne prevedono circa 11 per questanno. Il problema è che molti incartamenti sono ancora da vagliare: si parla di circa 20-23mila fascicoli che attendono aggiornamenti o variazioni. Di qui la decisione dellassessore allurbanistica Luigi De Falco, di disporre una nuova proroga dei termini per le autocertificazioni necessarie: dunque la data ultima di presentazione dei modelli di autocertificazione slitta al 31 dicembre 2012. Conseguentemente slittano di un anno 2013 il rilascio dei provvedimenti di costruzione in sanatoria e di quattro anni i controlli a campione 2016. Il Comune ha anche ordinato il rincaro del 10 per cento dei diritti di segreteria: si va dai 121 euro per i certificati in materia urbanistico-edilizia, ai 440 euro per le varianti di costruzione fino ai 1.320 euro per i permessi di costruire manufatti con un valore superiore ai 5mila euro. Questi oneri dovuti potranno essere eventualmente rateizzati dai cittadini che ne faranno richiesta. Sullaccelerazione delle pratiche del condono il Comune punta molto: sia, come già detto, perché nel corso degli anni si sono dimostrate una importante fonte dincasso per le civiche casse, sia perché è necessario dare risposta ai cittadini che avvalendosi di una legge chiedono ora legittimamente risposte alle loro istanze. Nello scorso mese di dicembre la giunta di Luigi de Magistris ha avviato il progetto di una task force con incentivi di risultato destinata agli impiegati incaricati di vagliare le carte. Si tratta di un pool costituito da 16 dipendenti che avranno il compito di licenziare pratiche di immobili su zona vincolata. Procedure per le quali occorre il parere della commissione locale per il Paesaggio nonché lautorizzazione paesaggistica che arriva non prima di un parere vincolante della Soprintendenza ai beni ambientali. Per svolgere questo lavoro Palazzo San Giacomo ha previsto limpegno di architetti, ingegneri e geometri, provenienti dagli uffici Edilizia privata, Pianificazione urbanistica e Sicurezza abitativa, che opereranno “al di fuori dellorario di servizio”. Per le istanze di condono ordinarie ci sono invece 46 persone, 15 delle quali impegnate permanentemente sul progetto Condono, mentre il resto del personale “a supporto” per accelerare il tutto. LAmministrazione partenopea ha disposto un meccanismo di incentivi con un budget di circa 300mila euro, suddiviso a seconda della categoria professionale: si va dai 21 ai 34 euro al giorno per i lavoratori che dovranno dimostrare coi fatti cioè col numero di pratiche correttamente licenziate di aver dato un contributo al raggiungimento del risultato, vale a dire la chiusura di una lunga fase durata decenni.

viaCondono edilizio proroga di un anno il Comune incasserà undici milioni - Il Mattino.

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