dic26

Clini: “Serve una legge per vietare ogni tipo di condono edilizio”

A margine della firma del Protocollo d’intesa sul “Rilancio sostenibile delle aree del porto”, il ministro dell’Ambiente del Governo Corrado Clini ha dichiarato di essere molto contrario all’ipotesi di un nuovo condono edilizio perché in passato sono stati causa di dissesto. Il titolare dell’Ambiente spera che possa inserire in norma un divieto assoluto visto che nell’ultimo ventennio i danni da dissesto idrogeologico sono ammontati in media a 2,5 miliardi di euro all’anno. Il ministro Clini, che è sempre stato contrario ai condoni edilizi, ha avvertito che se non si inverte il trend i danni continueranno a crescere perché gli eventi diventano più frequenti.
Il ministro dell’Ambiente del Governo Monti, Corrado Clini, ha sottolineato che con i condoni si sono sanate costruzioni ad uso industriale o residenziale in zone che non avrebbero mai potuto sopportare insediamenti di questo tipo. L’obiettivo dell’attuale esecutivo è di incardinare le linee di sviluppo per la crescita dell’economia in una chiave di sostenibilità.

Per fare tutto ciò alcune risorse si possono ricavare da imposizioni regionali. «C’è già la possibilità di imporre un’addizionale sulle accise – ha affermato il ministro dell’Ambiente – le cui entrate siano vincolate alla protezione dell’ambiente nei bilanci delle Regioni. E’ una forma di federalismo fiscale che ha l’obiettivo di proteggere l’ambiente. Solo questa misura potrebbe portare – ha garantito Clini -, per le Regioni, circa un miliardo di euro all’anno». Il ministro ha aggiunto che un’altra soluzione per ottenere risorse può essere il credito d’imposta per le imprese che investono in progetti per il risanamento idrogeologico.

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dic24

Scontro sul mini-condono – Braccio di ferro nel Pdl campano

Luciano Schifone non demorde. «Nessuna questione di vita o di morte ma di principio. Io vado avanti», chiarisce il consigliere del Pdl che ha presentato un emendamento al bilancio per sanare i piccoli abusi realizzati prima dell’entrata in vigore del piano casa.

La commissione si riunisce nel pomeriggio ma ieri il mini-condono proposto da Schifone è stato al centro della discussione. Se n’è accennato anche in una riunione di maggioranza nel corso della quale è stato sollevato più di un dubbio sulla opportunità, politica e giuridica, di approvare l’emendamento. Anche Palazzo Santa Lucia segue con attenzione la vicenda e non è un caso che i primi a frenare siano stati due uomini molto vicini al governatore, il presidente della commissione Bilancio Massimo Grimaldi e il capogruppo della lista Caldoro Gennaro Salvatore.

Il primo ritiene che l’emendamento sia inammissibile in quanto incostituzionale perchè le Regioni non possono legiferare su una materia di esclusiva competenza dello Stato. Per Salvatore serve invece «una soluzione equilibrata e condivisa da tutte le istituzioni coinvolte». In una terra martoriata dall’abusivismo dove ogni manovra, nazionale o regionale che sia, vuole essere utilizzata come il cavallo di Troia per arrivare alla sanatoria, la proposta di Schifone non solo riapre un’accesa discussione politica ma suscita o rischia di suscitare anche false aspettative in chi pensa che con una leggina si possano salvare le costruzioni illegali.

L’assessore all’Urbanistica Marcello Taglialatela, che nel 2010 volle la modifica del piano caso approvato dalla giunta Bassolino per renderlo più flessibile e meno rigido, è prudente. «Credo – dice – che non tutti abbiano compreso la portata dell’emendamento e bene ha fatto il procuratore aggiunto Aldo De Chiara ad essere cauto. Mi sembra evidente che la proposta sarebbe inammissibile se dovesse comportare implicazioni legate agli abbattimenti. Ma non mi pare questo il caso. Anzi, voglio essere chiaro: la proposta di Schifone non risolve affatto il problema delle demolizioni. Ad ogni modo, nel rispetto dei ruoli, preferisco esprimermi dopo che si sarà espressa la commissione».

Taglialatela una cosa la vuole però dire. «Non si tratta di un condono ma di regolarizzare un’opera realizzata prima che una legge successiva alla sua costruzione la rendesse legale», spiega. In sostanza, ed è il ragionamento che ha ispirato Schifone, chi prima del 2009 ha aumentato fino a un massimo del 20 per cento dell’esistente la volumetria della propria abitazione dovrebbe eliminare l’abuso e poi ricostruire con regolare licenza. È questo passaggio che Schifone vuole eliminare attraverso il mini-condono. «La verità – aggiunge Taglialatela – è che quando si parla di urbanistica c’è sempre un pregiudizio, come se dovesse esserci per forza un intento speculativo».

Il consigliere del Pdl dunque va avanti, ritiene la sua proposta una questione di giustizia. «Non ritiro nulla – avverte Schifone -. Andiamo in commissione e discutiamo, vediamo cosa effettivamente pensano le forze politiche del problema dell’abusivismo.

Anche perchè mi era sembrato di capire che ci fosse un orientamento positivo anche delle forze di opposizione». Schifone quindi non ritira l’emendamento, anzi chiede che sia votato. «Se sarà bocciato non lo riproporrò in aula. Quanto alla competenza – sostiene il consigliere del Pdl – è vero che il condono è materia esclusiva dello Stato. Ma vorrei in commissione una discussione politica per far emergere le posizioni di tutti».

viaScontro sul mini-condono Braccio di ferro nel Pdl campano - Il Mattino.

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dic22

Finanziaria Regionale, Schifone: “Non un mini-condono ma una regolarizzazione edilizia”

Lo spirito che motiva l’emendamento in materia urbanistica presentato dal sottoscritto non è quello di condonare bensì quello di regolarizzare quegli abusi edilizi avvenuti prima dell’entrata in vigore delle legge regionale 19/2009 e che, se rientranti nelle tipologie edilizie degli art. 4,5 e 8 di quella stessa legge, già dal momento della sua proclamazione non erano più da considerare tale ed avrebbero potuto essere sanati prima.

In più, la richiesta di regolarizzazione prevede, come sanatoria della preesistente situazione di abuso, una sanzione pecunaria con una maggiorazione del 20% degli oneri di urbanizzazione. Si tratta, in definitiva, di una regolarizzazione che gli interessati avrebbero potuto ottenere comunque ma a prezzo di un lungo e costoso procedimento di contenzioso con i relativi comuni.

Un tentativo, quindi, di evitare sia agli enti locali che ai cittadini un dispendio economico e di tempo” Così Luciano Schifone, consigliere regionale del Pdl in merito all’emendamento alla Finanziaria concernente gli abusi edilizi realizzati prima dell’entrata in vigore della legge regionale 19/2009, .

viaPOLITICA – Napoli – Finanziaria Regionale, Schifone: “Non un mini-condono ma una regolarizzazione edilizia” – Casertanews.it.

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