nov21

Sbloccato il condono edilizio 40 milioni per Palazzo Marino

Al via i pagamenti per cinquemila ritardatari. Le domande risalgono addirittura al 2004I versamenti erano stati congelati per un contenzioso: si dovrà pagare entro 30 giorni

Gli avvisi di pagamento, con tanto di bollettino postale allegato, sono stati spediti e stanno arrivando, anche in questi giorni, nelle case: 5mila notifiche in tutto. Con un obiettivo: chiudere dopo oltre sette anni la pratica del condono edilizio del 2004 — l’ultimo deciso dal governo — passando all’incasso dei saldi finora mai versati. Un’operazione che, tra la fine del 2011 e il 2012, secondo i calcoli dell’amministrazione farà entrare nelle casse del Comune 40 milioni di euro.

Ampliamenti, ristrutturazioni, spazi commerciali trasformati o anche semplici lavori interni: furono quasi 13.600 le domande di altrettanti proprietari che, nel 2004, colsero l’opportunità di sanare un abuso edilizio commesso. Allora, al tempo dell’inizio del condono, chi presentava richiesta per mettersi in regola doveva pagare la metà dell’importo. Chi non aveva ancora chiuso la sua posizione nel 2008, però, si vide arrivare un conto finale più alto. Perché il Comune aveva, nel frattempo, aumentato gli oneri di urbanizzazione (solo gli interventi più grossi però li prevedevano) che avevano fatto salire il saldo finale. Una sorpresa che molti proprietari non accettarono facendo ricorso al Tar.

A sbloccare la lunga vicenda giudiziaria — che ha congelato il momento della riscossione — è arrivata, nella primavera del 2010, una sentenza della Corte costituzionale che ha dato il via libera ai pagamenti maggiorati. A quel punto fu la giunta Moratti a decidere
di chiudere la vicenda: una task force negli uffici edilizi iniziò a lavorare per calcolare cifre, rintracciare pratiche, ritrovare quanti avevano fatto domanda e, magari, avevano cambiato indirizzo. Un’operazione non facile, che ha richiesto più tempo del previsto: dall’ottobre del 2010 allo scorso giugno. Adesso, è la nuova maggioranza a dover mettere la parola fine.

«Un atto dovuto della pubblica amministrazione», lo definisce l’assessore all’Urbanistica, Ada Lucia De Cesaris. Che però aggiunge: «Bisogna ricordarsi che i condoni rappresentano comunque e sempre un momento difficile per la città, che deve accettare in sanatoria interventi che sono stati realizzati in contrasto con le normative. Anche i cittadini che hanno fatto domanda nel 2004 dovrebbero porsi di fronte al pagamento della sanzione tenendo conto di questo: che sono stati commessi degli abusi».

Chi sta ricevendo i bollettini trova, appunto, un importo maggiore rispetto a quanto ha calcolato sette anni fa: una media di 10mila euro per pratica. Qualche cittadino si lamenta. Non tanto per le cifre, ma per le modalità: dopo sette anni, infatti, il Comune adesso chiede di versare gli importi entro 30 giorni. Si può anche scegliere le rate (da sei mesi a un anno), ma con interessi e fideiussioni bancarie. Anche se dal Comune ribattono: «Queste sono le regole».

viaSbloccato il condono edilizio 40 milioni per Palazzo Marino – Milano – Repubblica.it.

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