La proposta di legge per sanare oltre tremila case abusive, da una lato riapre le speranze di chi ha costruito senza licenza e punta al condono, dall’altro apre una discussione politica.
La commissione ieri ha rinviato la discussione del testo a giovedì prossimo per consentire ai consiglieri di approfondire un argomento delicato e giuridicamente complesso.
La proposta di legge presentata dal consigliere del gruppo «Caldoro presidente» Giovanni Fortunato consente a chi ha costruito abusivamente prima del 31 marzo 2003 in zone sottoposte a vincoli di inedificabilità relativa di accedere al condono introdotto dalla legge approvata in Parlamento in quello stesso anno. Per Fortunato è «un atto dovuto».
Ma l’assessore regionale all’Urbanistica Marcello Taglialatela è scettico. Che occorra una soluzione, sostiene, è fuor di dubbio. Ma secondo Taglialatela non può essere la Regione a farsene carico. «Sono convinto – spiega l’assessore – che la competenza sia del governo nazionale. Tutte le iniziative, anche quella di Fortunato, sono utili per focalizzare l’attenzione sulla necessità di intervenire ma la mia sensazione è che la competenza non sia della Regione. Del resto, chi in queste ore manifesta contro le demolizioni lo fa a Roma perchè è a Roma che il problema va risolto».
Taglialatela in sostanza teme che una legge regionale possa essere impugnata dal governo davanti alla Corte Costituzionale. «Sono dell’idea – aggiunge l’assessore – che la Regione debba svolgere un pressing nei confronti del governo perchè la questione venga affrontata e risolta». Taglialatela chiama in causa anche il presidente Napolitano che aveva fatto escludere la norma anti-demolizioni dal decreto «Milleproroghe». «Il problema c’è e credo che il governo debba svolgere un’azione di moral suasion sul capo dello Stato per conoscere preventivamente il suo parere sulla questione così da arrivare a un provvedimento condiviso. Sono convinto – osserva Taglialatela – che serva un iter legislativo nazionale non per aprire la strada a un nuovo condono ma per dare ai cittadini della Campania, penalizzati da una legge sbagliata fatta dal centrosinistra, gli stessi diritti che hanno i cittadini delle altre regioni»
.In effetti la legge approvata nel 2004 in consiglio regionale fu dichiarata illegittima dalla Consulta dopo che molti cittadini avevano già presentato la domanda di condono e pagato la relativa oblazione. Della questione discute anche l’opposizione. Ieri nella sede del Pd si è svolto un incontro tra gli amministratori locali e i segretari di circolo dei comuni interessati alla questione degli abbattimenti e dell’attuazione dei condoni. «L’incontro – sottolinea una nota – è servito a fornire una radiografia puntuale delle questioni e a istruire un tavolo di lavoro per contribuire insieme alla direzione nazionale del partito a predisporre un disegno di legge nazionale per la lotta all’abusivismo edilizio e l’aggiornamento legislativo su queste materie». Il tavolo verrà convocato nei prossimi giorni e vi parteciperanno i parlamentari campani e i consiglieri regionali.Il capogruppo del Pd in Regione, Giuseppe Russo, invita a un distinguo. «Bisogna capire cosa si condona e a chi. È chiaro che nelle aree sottoposte a vincoli stringenti o nelle zone a rischio sismico e idrogeologico non può esserci alcuna forma di condono. Laddove invece gli abusi siano stati determinati dai ritardi dei Comuni per la mancanza dei piani regolatori o per non aver corrisposto alle esigenze abitative si potrebbe ragionare con maggiore apertura».
viaRegione, nuovo condono edilizio Si cerca accordo normativo col Governo - Il Mattino.












