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Nel Lazio 41mila abusi edilizi negli ultimi 6 anni, una media di 6,3 al giorno

Circa 41mila abusi negli ultimi sei anni.

La Regione Lazio presenta la sua prima relazione sullo stato dell’abusivismo edilizio, realizzata in collaborazione con il Cresme. E fotografa una situazione sconsolante che la mette allo stesso livello di Campania e Calabria nella black list italiana. Sono soprattutto due le aree che si segnalano in negativo: la cintura del comune di Roma e il litorale. Solo nella capitale, infatti, sono stati commessi 14mila abusi dal 2004 ad oggi. Una media di 6,3 ogni giorno.

Si ampliano fabbricati, si costruisce fuori dalle previsioni degli strumenti urbanistici
La ricerca, per il presidente, Renata Polverini, è «un primo passo importante che aumenta la conoscenza della nostra regione da un punto di vista territoriale, urbanistico, sociale, economico e demografico». Secondo lo studio, le pratiche più ricorrenti sono gli ampliamenti di fabbricati, le nuove costruzioni fuori dalle previsioni degli strumenti urbanistici, i gazebo, le tettoie e le pensiline. Solo nel 2009 sono stati commessi 6.200 abusi, di cui il 16% a Roma. Se invece consideriamo tutto il periodo che va dal 2004 al 2009, il 30% si è verificato nel Comune di Roma (14.330) e il 22% sulle coste laziali. Con il piano casa che resta un’opera incompiuta.

Il fenomeno legato all’incremento demografico dell’area
Il fenomeno, secondo il direttore del Cresme, Lorenzo Bellicini, è in qualche modo connaturato all’incremento demografico dell’area:
«Lazio, Lombardia, Emilia Romagna e Veneto rappresenteranno nel 2011 il 64% dell’incremento demografico del paese: nel 2001 il dato arrivava al 40 per cento». Per questo si è passati da un modello di abusi generati da uno stato di necessità stringente, come in passato, ad abusi collegati a un desiderio di scalata sociale, sia da parte di persone del ceto medio che da parte delle famiglie di immigrati che si sono installate in regione con il passare del tempo. Questo ha contribuito alla diffusione di un fenomeno che oggi vale il 35% circa della produzione edilizia legale.

Ventotto comuni non hanno piano regolatore
Un’altra causa del fenomeno è da cercare negli strumenti urbanistici. Oggi, a fronte di 313 comuni laziali dotati di Piano regolatore generale, ce ne sono 28 che agiscono in sua assenza e che hanno la tendenza a muoversi regolarmente con strumenti straordinari e in deroga. Infine, fanno la loro parte le troppe procedure, come ha evidenziato l’assessore all’Urbanistica della Regione, Luciano Ciocchetti: «In passato si è fatto l’errore di voler imbrigliare qualsiasi tipo di intervento, impedendone la realizzazione. Questo tipo di approccio porta all’esplosione degli abusi. La nostra idea, invece, è consentire alcuni interventi di piccola entità per venire incontro ai cittadini». Il riferimento è al nuovo piano casa regionale, approvato dalla giunta, attualmente al vaglio del consiglio regionale. Sarà uno strumento per combattere l’abusivismo, insieme al sistema di monitoraggio informatico, che dal prossimo anno tutti i comuni della regione avranno a disposizione.

viaNel Lazio 41mila abusi edilizi negli ultimi 6 anni, una media di 6,3 al giorno – Il Sole 24 ORE.

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