(La Stampa)
Spunta la sanatoria da 6 miliardi – Berlusconi: “Nessun intervento su pensioni, scuola e università”
Si avvia alle battute finali la manovra 2011-2012: sarà un weekend di intenso lavoro per i tecnici, chiamati a mettere a punto il menù delle misure che martedì dovrebbe approdare in Consiglio dei ministri, ma non è escluso uno slittamento dei tempi. L’ammontare complessivo è di 27 miliardi e sei dovrebbero arrivare da un nuovo condono edilizio. Se fosse confermata la tabella di marcia l’incontro con le parti sociali dovrebbe avvenire lunedì ma i sindacati fanno sapere di non aver ancora ricevuto alcuna convocazione, che tuttavia potrebbe arrivare anche a ridosso del varo. Il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, punta ad accelerare i tempi per dare un segnale di tenuta dei conti pubblici, in linea con quanto già fatto da altri Paesi europei. Dopo un faccia a faccia ieri sera con il premier Berlusconi, Tremonti è nuovamente salito al Colle questa mattina per poi incontrare i sindaci a Via XX Settembre. Una convocazione a sorpresa dettata anche dall’esigenza di stringere i tempi. Berlusconi intanto ha assicurato che non ci sarà un aumento delle tasse e che «non verranno toccate nè la sanità, nè le pensioni nè la scuola, nè l’università» perchè «non uno di questi fantasiosi provvedimenti di macelleria sociale di cui si legge su certa stampa in questi giorni, risponde al vero».
La bozza del provvedimento prende intanto forma: tra le ipotesi delle ultime ore spunta appunto quella di un condono edilizio da affiancare alla regolarizzazione degli oltre due milioni di immobili fantasma scovati dall’Agenzia del Territorio. Nell’insieme il risparmio atteso è di circa 6 miliardi. La manovra sarà incentrata per buona parte su tagli di spesa e nuove entrate dovrebbero derivare da un pacchetto di misure antievasione. Nel pacchetto torna la lotta ai pagamenti in nero con la reintroduzione della tracciabilità. È previsto anche un giro di vite sui giochi clandestini e un aiuto potrebbe arrivare dall’adozione del nuovo redditometro. Nel mirino finisce anche la spesa sanitaria e rispunta l’ipotesi di un ticket da 7,5 euro sulle visite specialistiche.
Prende corpo la possibilità di una razionalizzazione degli enti di previdenza con la creazione di tre grandi poli. L’Inps, in cui dovrebbe confluire tutta la previdenza del settore privato, potrebbe assorbire l’Ipost (l’ente di assistenza dei lavoratori delle poste) e l’Enasarco (ente pensione di agenti di commercio e promotori finanziari). Più incerto il futuro dell’Enpals (lavoratori dello spettacolo). Nell’Inail, a cui farebbero capo assicurazioni e infortuni sul lavoro – potrebbero invece confluire l’Ipsema (l’ente di previdenza del settore marittimo) e l’Ispels (Istituto Superiore Prevenzione e Sicurezza sul Lavoro) entrambi riconosciuti come enti pubblici nazionali con competenze in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro. Per la previdenza del pubblico impiego resterebbe l’Inpdap. Il risparmio approssimativo, garantito dall’accorpamento, dovrebbe aggirarsi intorno ai 300-350 milioni di euro l’anno. Ai tempi il governo Prodi aveva infatti stimato circa 3,5 miliardi di risparmi in dieci anni.
Il riassetto potrebbe interessare anche istituti ed enti di ricerca pubblici facenti capo a ministeri come Isfol, Ingv, Isae e Ice. Sembrano confermati i tagli ai comuni, come riferito dal presidente dell’Anci, Sergio Chiamparino, al termine dell’incontro con Tremonti. Regioni ed enti locali saranno chiamati a dare il loro contributo e la riduzione di spesa prevista in due anni si aggira sui 4 miliardi. Sul capitolo pensioni si va delineando la chiusura di una finestra per quelle di vecchiaia (al momento 4) e di anzianità (al momento 2) a partire dal 2011 sia per il settore privato che per quello pubblico. Appare poi scontata la stretta su quelle di invalidità con l’introduzione del limite di reddito per gli assegni di accompagnamento.
Sul fronte del pubblico impiego sembra confermato il blocco dei contratti per il triennio 2010-2012 (la misura colpirebbe anche il personale non contrattualizzato come magistrati, forze dell’ordine, militari e professori universitari) e quello del turnover. Si va verso un rinvio di tre mesi dell’erogazione delle liquidazioni. Sforbiciata in vista anche per gli stipendi dei dirigenti pubblici con un contributo di solidarietà del 10% sulle buste paga superiori agli 80-100 mila euro. Previsto anche un intervento sulle pensioni d’oro. Subiranno inoltre una decurtazione – forse fino al 15% – gli stipendi di ministri e parlamentari. La Camera e il Senato hanno già adottato un provvedimento di sospensione dei pensionamenti anticipati di anzianità previsti con effetto immediato sino al 31 luglio.
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