mar29

Condono edilizio: il discorso resta aperto 

NAPOLI – Il consigliere del gruppo “Caldoro presidente” Giovanni Fortunato ha presentato una proposta di legge che, modificando l’articolo 3 della Legge regionale n. 10/2004 in materia di sanatoria di abusi edilizi e dichiarata illegittima dalla Consulta dopo che molti cittadini avevano già presentato domanda di condono, consente a chi ha realizzato opere abusive prima del 31 marzo 2003, in zone sottoposte a vincoli di inedificabilità relativa, di accedere al condono previsto dalla legge approvata in Parlamento nel 2003, previa autorizzazione da parte dell’Autorità sovraordinata. Verrebbero escluse dalla sanatoria le zone sottoposte a vincolo di inedificabilità assoluta, come ad esempio la zona rossa dell’area vesuviana.

Un freno a questo progetto l’ha posto l’assessore campano all’Urbanistica, Marcello Taglialatela, secondo cui la competenza in questa materia è del Governo nazionale. “Tutte le iniziative, anche quella di Fortunato, sono utili per focalizzare l’attenzione sulla necessità di intervenire ma la mia sensazione è che la competenza non sia della Regione”.Segnali di apertura arrivano dall’opposizione: “Bisogna capire – ha dichiarato Giuseppe Russo, capogruppo del PD in Regione – cosa si condona e a chi. È chiaro che nelle aree sottoposte a vincoli stringenti o nelle zone a rischio sismico e idrogeologico, non può esserci alcuna forma di condono. Laddove invece gli abusi siano stati determinati dai ritardi dei Comuni per la mancanza dei piani regolatori o per non aver corrisposto alle esigenze abitative si potrebbe ragionare con maggiore apertura”.“Con questa modifica – spiega Fortunato – si dà la possibilità a chi ne ha i requisiti di sanare gli abusi. È un atto dovuto. È a favore dei bisognosi, di tanti che hanno costruito per necessità, e non dei ricchi”.

Il consigliere campano chiarisce che “non c’è alcuna riapertura dei termini e non è possibile presentare nuove domande. Non c’è nessun nuovo condono, se non una modifica della legge per consentire a chi ha già provveduto al pagamento degli oneri di ottenere il condono”.

Nel fare questa proposta, il consigliere ha preso spunto da ciò che è successo in Lombardia dove la Corte Costituzionale, di fronte all’obiezione del Governo, diede ragione alla Regione Lombardia la quale aveva stabilito che, senza prevedere sanatorie aggiuntive a quelle previste dal decreto del 2003, si poteva applicare la sanatoria alle costruzioni abusive realizzate in aree sottoposte a vincoli ambientali a inedificabilità relativa.

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