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Abusi edilizi, un incubo continuo

IL CASO. Molti politici, come il senatore Pdl Sarro, hanno proposto a più riprese una sanatoria per gli scempi che devastano la Campania.

La politica degli abbattimenti pare aver subito un freno nell’ultimo anno in Campania. In questa Regione l’abusivismo edilizio manifesta le sue forme orribili in quartieri interamente abusivi, piccole città con una superficie di 8 kmq che ospitano 50.000 abitanti. Da quando Provincia, Regione e Governo sventolano la stessa bandiera si è fatto avanti uno spettro inquietante per il territorio martoriato della Campania: il condono edilizio. È giusto ricordare che nonostante l’ultimo tentativo berlusconiano di legalizzare tutti gli immobili abusivi d’Italia, la Regione Campania, guidata allora dal Governatore Bassolino, si oppose con ogni mezzo a sua disposizione, definendo vincoli paesistici ed archeologici molto severe e tamponandone i danni. Da quando la situazione è cambiata, alcuni parlamentari e consiglieri regionali si stanno battendo per un nuovo condono. Uno di questi è il senatore Sarro, che ha ottenuto la “maglia nera” di Legambiente: ha tentato per tre volte di proporre una sanatoria edilizia in Campania per le vie più disparate.

Si è tentato addirittura di bloccare i procedimenti in corso per un anno. Quando le ruspe si sono rimesse in moto, sono ripartite le proteste. C’è chi dice di battersi per il diritto alla casa, ma nella maggior parte dei casi si tratta di pirati del territorio. Recentemente hanno fatto scalpore le proteste di una famiglia di Bacoli, che si è vista abbattere parte del propri immobile perché ricadente in area vincolata, una zona collinare dai pendii molto impervi. Pochi giorni fa quella collina è franata. I condoni hanno creato megaquartieri composti da scatole di cemento prive di rete fognaria, dove l’allacciamento alla luce e al gas è abusivo per necessità, quartieri dove l’assenza dei servizi principali, come farmacie o salumerie, si fa sentire per un raggio superiore ai due chilometri. Nel caso degli abbattimenti bisogna ripulire l’area e permettere alla natura di riprendersi ciò che le apparteneva, oppure dare a quell’area un fine pubblico.

È quello che si è tentato di fare sulle rive del Lago Miseno (Bacoli), con l’abbattimento dell’ex complesso turistico El Piranha nel 2007, un circolo nautico abusivo, rimasto in funzione per oltre 20 anni, dal 1982 al 2004. Il complesso di edifici che comprendeva ristorante, sala giochi, residence, megaparcheggio, pontili per le barche, per un totale di circa undicimila metri cubi, era costruito su di un’area demaniale di circa 10mila metri quadrati posta tra la caserma della Guardia di Finanza di Miseno e i resti di una villa romana finita sott’acqua per il bradisismo. L’area oggi è abbandonata, una folta vegetazione erbacea ha preso il sopravvento sulle pietre. Nel complesso, però, sembra la tranquilla riva di un lago, ricca di vegetazione dove piccoli animali possono nascondersi e nutrirsi. L’area doveva essere restituita ai cittadini, ma così non è stato: dopo l’intervento della Regione Campania, la competenza è passata al Comune di Bacoli, che pare essersene dimenticato.

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